Una nuvola nera che pensa
Per molti una nuvola nera è un cattivo presagio. Per noi è una storia di intelligenza: per questo l’abbiamo scelta come nome.
Perché The Black Cloud
Nel 1957 l’astronomo inglese Fred Hoyle pubblicò un romanzo di fantascienza intitolato The Black Cloud. Un’immensa nuvola scura entra nel sistema solare e oscura il Sole. Sulla Terra tutti la temono come una catastrofe, finché un gruppo di scienziati scopre che non è solo gas: è un’intelligenza, capace di pensare, imparare e comunicare.
Ci è sembrata la descrizione più onesta di quello che fa l’intelligenza artificiale: qualcosa che a prima vista mette paura e che, se la si studia con metodo, diventa un interlocutore utile.
Abbiamo scelto un nome che molti considerano di cattivo augurio per sfidare la superstizione, come chiediamo ai nostri clienti di guardare l’AI con i numeri e non con i timori.
Il nome è un omaggio al romanzo: non abbiamo legami con l’autore, i suoi eredi o i suoi editori.
Tre mestieri, un solo interlocutore.
The Black Cloud è un’azienda italiana indipendente. Lavoriamo con piccole e medie imprese che vogliono usare l’intelligenza artificiale in modo concreto: meno lavoro manuale, clienti seguiti meglio, decisioni basate su numeri.
Uniamo tre mestieri che di solito sono separati: la consulenza sui processi, il software e la produzione creativa. Così chi ci sceglie non deve coordinare tre fornitori diversi.
Siamo all’inizio: non mostriamo loghi di clienti o casi di successo finché non possiamo documentarli. Quando li pubblicheremo, avranno numeri verificabili e il consenso dei clienti.