La domanda “dove usiamo l’AI?” porta quasi sempre alla risposta sbagliata. La domanda utile è un’altra: quale lavoro ripetiamo spesso, con regole abbastanza chiare, dove un errore costa poco e il risultato si può misurare?
1. Succede spesso?
Un processo che si ripete dieci volte al giorno ripaga l’investimento in settimane. Uno che si ripete due volte al mese, quasi mai. Conta le occorrenze reali, non quelle percepite.
2. Ha regole che si possono scrivere?
Se una persona nuova può impararlo leggendo una pagina, è un buon candidato. Se richiede vent’anni di esperienza, l’AI può aiutare a preparare il lavoro ma non a farlo.
3. Quanto costa un errore?
Rispondere a una richiesta di informazioni con un piccolo ritardo è un errore recuperabile. Inviare un preventivo sbagliato no. Parti dai casi in cui un errore si corregge facilmente, e metti sempre una persona ad approvare i passaggi che contano.
4. Come saprai se funziona?
Prima di iniziare scrivi il numero di partenza: minuti per pratica, tempo di risposta, errori al mese. Senza questo dato, tra tre mesi avrai solo impressioni.
Un esempio concreto
Un installatore riceve 40 richieste al mese dal sito. Oggi la prima risposta arriva in media dopo due giorni. Il caso è frequente, le regole sono chiare (zona, tipo di impianto, tempi), l’errore è recuperabile e la misura è semplice. È il primo processo da sistemare, e spesso non serve nemmeno l’AI: basta una pipeline con regole di risposta.